Settembre mi ha fatto un regalo.
Mi ha donato 30 minuti al mattino da sola con il mio bimbo. Lasciamo sua sorella a scuola e ci rimane quel tempo tutto per noi, prima che entri a scuola anche lui.
Io corro sempre. La mia vita è un micidiale gioco di incastri imperfetti in cui spesso ho la sensazione di essere come la mia cagnolina, che ogni tanto corre sbilenca con la lingua di fuori.
Ecco, in questa mia esistenza sempre in affanno e un po’ stortarella, ora ci sono questi 30 minuti preziosissimi di sospensione. Giochiamo a fare i turisti: una colazione al bar in tête-à-tête, una gita al Monte dei Cappuccini ad ammirare la città dall’alto io con il mio caffè americano, lui con la pizzetta margherita e la mia giacca sulle spalle. Il sole che fa capolino da dietro le colline, una candelina accesa nella chiesa per sprigionare intenti buoni nel mondo e le risate trattenute quando incrociamo il Frate Cappuccino: “Frateme mamma Frateme!”. Oppure andiamo a fare due passi nel bosco a raccogliere castagne o semplicemente rimaniamo in macchina al caldo a chiacchierare. E in tutti quei minuti saltelliamo con la fantasia e ci prendiamo cura di noi. È un tempo senza pensieri e pieno d’amore che vorremmo non finisse mai. Da quando abbiamo conquistato questo spazio tutto nostro, si è creato anche il rituale del doppio saluto: ci salutiamo una volta, ci allontaniamo uno dall’altro e poi torniamo indietro per darci ancora un abbraccio e augurarci buona giornata, sapendo che è iniziata proprio bene, così, tra di noi. Mi sento fortunata perché se è vero che nulla permane so però che questo tempo per noi durerà due anni e ho intenzione di godermeli tutti.

