Sulla pelle.

Mi sono tatuata acqua sulla pelle. Quando ho imparato ad accettare la mia natura. Trovo sempre una via di uscita, scorro, mi infiltro e, a volte, sono cascata. Sento sempre tutto, le parole sono per me gocce che scompongono la mia superficie. Cambio forma continuamente, a volte evaporo all’improvviso o divento onda che tutto travolge. Nutro ogni persona che incontro, riempio i vuoti con gesti d’amore. Io sono nata, per nutrire la terra, quando è troppo arida. Mi sono tatuata fuoco sulla pelle. Quando ho imparato a credere in ciò che faccio. Quando ho capito che la rabbia non sempre distrugge e che il fuoco non brucia soltanto. Quando è nata mia figlia che ogni giorno mi insegna la forza della volontà e della ribellione. Mi sono tatuata terra sulla pelle. Quando mi sono presa cura delle radici per non perdermi più. Radici paterne che raccontano storie in cui la voglia di vivere vince su tutto, anche sulla malattia. Quando ho imparato a dire no senza andare in frantumi, ad avere pazienza, a fare un passo dopo l’altro senza il timore di non arrivare mai. Mi tatuerò aria, sulla pelle. Quando una risata cristallina sarà il mio buongiorno, quando mi prenderò in giro molto di più, quando ballerò dove voglio, con chi voglio, vestita di tutti i colori del mondo. Respirerò, volerò, sussurrerò al mondo che la vita, questa vita, sa essere davvero bella.